topleft
topright
Da Shanghai a Macao PDF Print E-mail
Monday, 29 September 2008
Article Index
Da Shanghai a Macao
Page 2

Forse la parte più creativa di un ogni viaggio è il pensarlo prima. Di fronte alle milioni di possibilità offerte dall'atlante uno deve limitarsi a poche, e poi selezionarne ancora meno, fino a che il dito non punta in un centimentro quadrato sopra il mappamondo, sperando che non sia in mezzo all'oceano o a Bastardo (PG)... Da qualche parte avevo una mappa del sud-est asiatico, dopo aver deciso di puntare in qualla zona, mi pareva la migliore idea restringere la google earth personale con una visione geografica dall'altro. Laos, Thailandia, Birmania, Cambogia, Vietnam, Filippine, non è facile scartare da un piatto ingredienti appetitosi ma alla fine la dieta del tempo a disposizione impone una scelta a due, e quindi Thailandia e Cambogia!

Non è un mistero che non amo gli aerei, sono un nostalgico della lentezza e i migliori viaggi sono stati in treno, o in autobus, di quelli fatti in aereo mi ricordo che sono atterrato sempre. Chiamo Harry la portaerei personale della biglietteria, "flight to Bangkok, departure on Aug. 7th, ... return?" Non lo so, non riesco a concepire un viaggio col ritorno già fissato, uno delle grosse controindicazioni del viaggiare moderno, che ti obbligano a tornare, e a decidere prima quando! Non lo so, Harry, ti richiamo. Riprendo la mappa del sud-est e penso alle rotte, quel che mi preme è non avere un futuro già destinato da dover rispettare in un aeroporto fra una ventina di giorni. Treno! Ricordo che il treno per Hong Kong è un'ottimo mezzo, pulito, efficiente, arriva in centro a Kowloong in 24 ore, anzi adesso anche meno, 17 mi pare. Non so perchè ma 30 ore in treno in Asia mi sembrano molto più sopportabili di un paio come passeggero di Trenitalia! Treno K99, partenza da Shanghai ore 17.10, arrivo stazione di Kowloong ore 13 del giorno dopo. Ottimo, si dorme quasi subito e si arriva in pieno giorno. Vabbè, non si può arrivare a Bangkok tutto in treno, ma almeno metà viaggio è fatto. Per un passaggio in aereo singolo, senza il cappio del ritorno, le low cost sono ideali. AirAsia è la Ryan Air dell'Indocina, peccato che non voli da Shanghai, ma va a Bangkok da Macao in appena due ore e con soli 1.000 Rmb. Hong Kong e Macao sono collegate da un ferry, quindi il gioco è fatto: Shanghai-HK sdraiati nel K99, HK-Macao in giornata, Macao-Bangkok il giorno dopo. La biglietteria ferroviaria dietro al tempio di Jing'An fornisce gentilmente i biglietti del K99 con partenza 7 agosto. Sono disponibili solo due cuccette alte, molto alte, livello soffitto, prezzo 455 Rmb. On-line il booking con AirAsia è fatto poco dopo. Idem per la prenotazione di una notte a Macao (Hotel Riviera, 1 night 600 Patacas, circa 600 Rmb), e allo Swandsee di Bangkok per le prime due notti. Si parte, due giorni dopo è il 7 e c'è da sistemare le ultime cose, compresa Mia, la gatta di casa. Il barbiere sotto casa non l'ho mai provato, forse perchè strabico ad un occhio, ma ho usato già in passato i suoi servigi come... cat sitter. Lui e sue moglie si sono dimostrati affidabili e precisi, rimpinzando Mia di crocchette nelle mie assenze.

La partenza

E' il 7 agosto e i preparativi sono al culmine, si opta per la filosofia del "viaggio-leggero-caso-mai-compro-li-qualcosa", due piccoli zainetti col necessario, una borsa plasticata FIAT omaggio dell'ultimo triangolare di Shanghai piena di viveri per il viaggio in treno, Mia la gatta sente la nostra prossima partenza e si apparta contrariata nella sua camera, dietro il televisore miagolando ogni tanto. E' fatta, le chiavi sono consegnate ai custodi, si parte. La corsa in taxi fino alla stazione è brevissima, più lunga la fila di attesa per entrare nell'area speciale delle partenze per Hong Kong. Il treno non fa scendere nè salire nessuno lungo il tragitto dal momento che si fa dogana alla partenza, il controllo dei bagagli, i timbri sul passaporto, come un aeroporto. Posti assegnati ovviamente, carrozza 12, cuccette hard sleeper, upper. Ovvero cuccette dure, le più alte. La carrozza è pulitissima, il treno moderno, le hostess in divisa, per terra moquette blu, la gente si toglie le scarpe infilando ai piedi comode ciabatte, si prende possesso delle cuccette, si aspetta la partenza.

Il K99 comincia a muoversi, la maggior parte dei viaggiatori sono cinesi della mainland, ma anche qualche honkonghino che torna in patria, alcuni stranieri "zainati" come noi. Una cosa che non può non sorprendere dei treni cinesi è la disciplina a bordo. Nelle tante volte che ho viaggiato lunghe distanze a bordo dei loro treni l'aspetto più piacevole è la sicurezza che si sente intorno e la generale obbedienza alle regole. Gli inservienti, uomini e donne in divise uguali che annullano la differenza dei sessi arringano i viaggiatori dagli altoparlanti sul comportamento da tenere a bordo con poche ma precise regole. Nessuno obietta mai. La donna incaricata della sorveglianza della nostra carrozza è giovane e ha tratti da ragazzo, un viso sottile e squadrato e una acconciatura corta, con la frangetta le taglia la fronte. Come un robot si mette sull'attenti davanti a ognuno dei comparti con le sei cuccette all'interno strillando le regole a memoria. Non importa se dentro non c'è nessuno dal momento che stanno in corridoio. La scena si ripete per tutti i 12 comparti della carrozza.

Non è nemmeno passata un'ora dalla partenza del treno che cominciano le processioni verso il bollitore nel fondo di ogni carrozza. Quando viaggi in treno due cose sono fondamentali, i semi di girasole (guazi) e i fangpian mian, alias instant noodles preconfezionate! Apri la scatola, versi le bustine di brodo liofilizzato, riempi di acqua calda, e dopo pochi minuti hai pronto un piatto di spaghi cinesi aromatizzati. La carrozza si riempie poco alla volta degli odori del brodo delle fangpian mian, le nostre riserve di panini sponsorizzati FIAT sono ancora buone ma non resistiamo alla prova dell'hefan, le scatole di polistirolo con dentro riso vendute a "domicialio" da un uomo col carrellino. Che c'è di buono oggi? "Yu" dice lui in un terzo tono che sa di inchino profondo non a me, ma al pesce. Ok, vada per la scatola di riso e pesce. Il pesce è indefinibile fritto in una pastella giallo marrone, servirebbe un'analisi di laboratorio per determinarne specie e commestibilità, ma è un attimo, poi ci si avventa sopra. Il dopo cena è la quite dopo la tempesta, ognuno ha preso il suo posto in cuccia, qualcuno ancora succhia rumorosamente té dalla tazza in ferro smaltata. Siamo fortunati che il nostro comparto è vuoto, solo una persona al piano terra oltre a noi due. I comparti sono dei cubicoli con tre file di cuccette sui due lati. Le più basse costano di più e sono anche le più comode perchè si può stare seduti anche, guardare fuori dalla finestra e giocare a carte sul tavolinetto centrale. Hanno uno svantaggio però, servono da sedile anche per gli altri che spesso si accomodano intrudendo nella privacy del possessore. Le cuccette al secondo e terzo livello non hanno questo inconveniente, ma non hanno nemmeno gli altri privilegi. Le cuccie upper, al terzo livello costano meno, privacy assoluta ma è come stare in montagna: altezza, isolamento, scendere e salire ogni volta di un paio di metri, soffitto basso, ma più di tutto, il vento dell'aria condizionata che soffia diretto dalle feritoie. Potendo scegliere avrei preso quelle al primo livello comunque, ma le upper erano le uniche disponibili.



 
< Prev